Mese: dicembre 2013

Guardare tutti dall’alto

Image

È sempre stata una persona creativa, Paolo. La sua testa un concentrato di idee e sogni. Desiderava sin da piccolo pilotare un aereo di linea e guardare tutti dall’alto. “Chissà che prospettiva, mamma. Tu, quel giorno, salirai con me” le diceva con il sorriso ingenuo e un po’ beffardo di chi crede di poter cambiare il mondo. Ma le ristrette condizioni economiche della famiglia (i genitori erano modesti operai) non gli avevano dato il futuro sperato.

Paolo ha 38 anni, non ha una moglie né un lavoro. Vive ancora con i suoi nella casa che era stata del nonno, nella periferia sud di Milano. Le sue giornate scorrono monotone tra le chiacchiere alcoliche nel bar di Gino, il suo migliore amico, e l’invio di quei dannatissimi curricula. Quando ha in tasca più del dovuto si garantisce un diversivo andando a puttane, tanto dice che prima o poi l’amore arriverà. Paolo è uno sportivo, un appassionato di calcio (guai a chi tocca la sua Inter) e di ciclismo, anche se pensa che son finiti i duelli di una volta, come quelli tra Bartali e Bobet. È dicembre, quasi Natale, e in Turchia, a Istanbul, si stanno svolgendo i mondiali di nuoto in vasca corta. In chiaro non li danno e per l’occasione Paolo mette a posto una vecchia parabola per poterli vedere in pay per view. Alle 20:12 del 14 dicembre lo statunitense Ryan Lochte vince l’oro nella finale dei 200 misti, scendendo per la prima volta sotto il muro dell’1’50”. Paolo è un tifoso a stelle e strisce ed è felice. Non sa, però, che la sua giornata deve ancora avere inizio. Dopo una chiamata, a suo dire inaspettata, dà un bacio a mamma e papà, raggiunge Gino al bar e offre da bere a tutti gli amici. Passa l’intera serata ripetendo la stessa frase: “Finirà questo periodo, devo solo allacciare le cinture”.

Arriva il nuovo anno e la città di Milano riprende i suoi ritmi caotici. Nel secondo lunedì del mese Paolo si trova agli ultimi piani del Pirellone. Adesso ha un lavoro, pulisce i vetri e può finalmente guardare tutti dall’alto. Accanto, le lacrime della mamma.

 

Annunci