Mese: maggio 2013

Calciomercato, l’angolo delle occasioni

Storie di soldi e potere, di magnati e sceicchi, di procuratori che fiutano l’occasione e lavorano sottobanco, storie di affari e trasferimenti low cost, ma anche storie di errori, sviste e promesse non mantenute. Il calciomercato è una di quelle operazioni che maggiormente seduce l’intero mondo del pallone.
Nasce ufficialmente negli anni cinquanta ad opera del ‘grande dandy’ e ultimo principe siciliano Raimondo Lanza di Trabia, il cui tragico suicidio (si lanciò da una finestra del secondo piano dell’Hotel Eden di Roma) ispirò il cantautore Domenico Modugno in uno dei suoi capolavori, ‘Vecchio Frack’. Donnaiolo convinto e abilissimo modello nella passerella della mondanità, Raimondo Lanza è stato anche il presidente del Palermo dal gennaio del ’51 al giugno del ’52. Da sempre amante del calcio, quando si accorse che la squadra siciliana sfigurava anche in serie B, decise che era giunto il momento favorevole per prendere in mano la situazione e, insieme a un gruppo di nobili, cominciò, da presidente della società, a intraprendere una lunga lotta con l’amico Gianni Agnelli per acquistare i giocatori migliori. Le trattative di calciomercato, che intavolava all’Hotel Gallia di Milano, ebbero per la prima volta un’eco vastissima. Raccontano di notti folli, cosparse di bollicine di champagne e scandite da telefonate roventi. Ma queste, adesso, sono elette a pagine impolverate di un vecchio bestseller da custodire saldamente nella libreria di casa.

Due sono gli avvenimenti che hanno caratterizzato il calciomercato di questi ultimi anni. La sentenza Bosman del 1995, che prende il nome dall’ex calciatore belga Jean-Marc Bosman, ha consentito ai calciatori professionisti aventi cittadinanza dell’Unione Europea di trasferirsi gratuitamente in un altro club al termine del contratto con l’attuale squadra. L’altro, invece, è l’aumento esponenziale del costo medio di un trasferimento che si è avuto nei primi anni duemila, dovuto a gestioni economiche deficitarie e a una progressiva tendenza al rialzo che ha avuto l’effetto malsano di far impennare il valore del cartellino di giocatori mediocri. Ed è proprio in quest’ultima ragnatela che si cela l’affascinante mondo delle plusvalenze e delle minusvalenze.

Plusvalenze

Plusvalenze

Il Manchester United nel 2003 sborsò 17,5 milioni di euro per assicurarsi la firma dell’allora teenager Cristiano Ronaldo, rivenduto sei anni dopo al Real Madrid di Florentino Perez per l’esorbitante cifra di 94 milioni. Risultato? 76,5 milioni di guadagno.

Minusvalenze

Minusvalenze

Protagonista dell’esempio inverso è invece Zlatan Ibrahimovic. Il Barcellona versò nelle casse dell’Inter 50 milioni più l’intero cartellino di Samuel Eto’o (valutato 20 milioni) e, dopo un anno passato in sordina, il fuoriclasse svedese per 24 milioni salì sull’aereo che lo portò nuovamente a Milano, questa volta in veste rossonera. Per la squadra blaugrana un passivo di 45,5 milioni in soli dodici mesi.

Roberto Renga, ex firma del ‘Messaggero’ e ‘Paese Sera’ e ora commentatore su Radio Radio, ha spiegato il suo punto di vista su alcune operazioni di mercato.

Quali sono stati gli errori più clamorosi?

“Di errori se ne fanno al mercato. Alcuni potevano essere prevedibili, altri no. Su Berbatov, per esempio, poche scuse. Per Robinho è diverso: il giocatore prometteva e qualcosa ha mantenuto. Ibra è un fenomeno a parte: ricordo che ne era innamorato Capello, ma la Roma e in particolare Baldini gli preferì Mido. L’avesse preso allora, quando ancora giocava e litigava con l’Ajax, il colpo l’avrebbero fatto a Trigoria. Per Ibra vale anche il manager (Mino Raiola, ndr), abilissimo nel fare gli affari suoi e dei suoi assistiti”.

Qual è il caso che ti ha colpito maggiormente analizzando questi dati?

“Sicuramente Zidane. Preso a poco, rivenduto a moltissimo e tramite la sua trasformazione in soldi, simbolo di uno scudetto juventino passato attraverso Buffon, Thuram e Nedved”.

In definitiva, dovendo tirare le somme, quale conclusione ti sentiresti di dare?

“Sono dati interessanti che mi fanno pensare soprattutto a una cosa: quanto siano importanti i manager e gli osservatori. Lo stesso Ronaldo (il fenomeno) poteva a suo tempo essere preso a sette miliardi, ma il Milan preferì spendere quella cifra per il giovane e allora bocciato Vieira. Nel mercato si verificano poi cose assolutamente illegali: le mediazioni, ossia soldi portati all’estero. Sono le mediazioni spesso e tristemente a comandare, non i giudizi tecnici”.

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