L’ultimo scatto dell’atletica milanese

Che un bambino milanese sogni di poter emulare, da grande, le gesta dell’olimpionico Pietro Mennea è già impensabile per il poco appeal che l’atletica riveste nei confronti dei giovanissimi, ma lo è ancor di più se consideriamo che l’attuale situazione degli impianti milanesi (e non solo) versa in condizioni critiche e, in qualche caso, tragiche. L’Arena Civica, dal 2002 intitolata al giornalista sportivo Gianni Brera e patria della società Riccardi, è il tempio dell’atletica milanese, ma si sta trasformando sempre più in un impianto in cui è possibile fare di tutto, tranne che gareggiare ad alti livelli. In questi ultimi anni, tra cantieri aperti e pedane inagibili, sono stati organizzati concerti, tornei di calcio e manifestazioni che nulla avevano a che fare con l’atletica e che provocavano un forte stress al manto della pista, rifatto nel 2007 con la posa di una pavimentazione Mondo, la ditta italiana che ha costruito le piste olimpiche di Pechino 2008 e Londra 2012.

L'Arena Civica 'Gianni Brera' di Milano

L’Arena Civica ‘Gianni Brera’ di Milano


Nell’ultimo anno, per il mancato appoggio economico di Comune e Provincia, si sono invece spente le luci sulla ‘Notturna di Milano’, un meeting internazionale che dal 1998 riempiva l’Arena di nomi prestigiosi come il tre volte campione europeo Christophe Lemaitre e Caster Semenya, la tanto discussa campionessa sudafricana che nel 2009 ha conquistato l’oro sugli 800 metri ai mondiali di Berlino. Altra zona, altro impianto e stessa situazione. Ai piedi del Montestella ha sede il XXV Aprile, lo storico campo che ha visto nascere, crescere e trionfare una trentina di atleti a livello internazionale, tornato agibile e riaperto al pubblico e alle società sportive solamente da qualche mese. Nel 2011, infatti, con un costo complessivo di 130.000 euro, è stato rifatto il manto della pista dalla ditta Unieco, ma i test negativi del Politecnico non hanno permesso di dare il via libera all’attività agonistica perché la superficie sintetica non è stata ritenuta idonea. Il Coni aveva anche stanziato 400.000 euro perché venissero costruite una palestra e una pista coperta di 60/80 metri, ma niente di tutto ciò è stato realizzato.
Si potrebbe continuare ad oltranza. Il centro sportivo Saini, nei pressi del Parco Forlanini, custodisce gelosissimo la sua pista di atletica, ormai praticamente inutilizzabile, dal lontano ’63, mentre lo stadio Carraro, situato al termine della lunghissima via dei Missaglia, ha una pista non omologata e malamente mantenuta.
Oggi, inoltre, a Milano e in tutta la Lombardia non esiste una pista indoor di atletica. Un quadro che non intimorisce più di tanto se rapportato al fatto che l’unica struttura al coperto in Italia è il centro tecnico di Ancona, utilizzato dalla federazione anche per le gare nazionali, ma che diventa improponibile in base al numero dei tesserati della regione lombarda, tra i più significativi d’Italia. 39082 atleti (secondo l’ultima statistica del 31 dicembre 2012) costretti a inseguire il sogno di un Mondiale o di un’Olimpiade con poche certezze e mezzi assai remoti. ‘Milano odia l’atletica’ verrebbe da dire, richiamando in causa una manifestazione del 2011 svoltasi all’esterno dell’Arena in cui diversi tesserati FIDAL (Federazione italiana di atletica leggera) protestavano contro la pessima situazione degli impianti e le difficoltà del loro utilizzo da parte delle numerose società sportive.
Ma nonostante gli annosi problemi dell’atletica a Milano, non mancano le eccellenze. È il caso della sessantasettenne società sportiva Riccardi, presieduta da Renato Tammaro e diretta dal figlio Sergio, che per il secondo anno consecutivo e per la terza volta nelle ultime quattro stagioni è diventata campione d’Italia, continuando a fornire la nazionale di giovani promesse, l’ultima delle quali è Stefano Massimi, che appena entrato nella Riccardi ha subito conquistato il titolo italiano under 23 sui 1500 a Misano Adriatico e vestito la maglia azzurra in occasione di una gara del Weltklasse di Zurigo, tappa finale della Diamond League.
Renato e Sergio Tammaro, vertici della Riccardi

Renato e Sergio Tammaro, vertici della Riccardi


Il declino dell’atletica milanese, dunque, non è dato dalla carenza di atleti che di questo sport, insieme ai tecnici, sono gli alfieri fondamentali in uno scacchiere con poche luci e tante ombre quanto, piuttosto, dalla mancanza di motivazioni, di progetti e dalla scarsa lungimiranza che si respira nei piani alti della federazione, rea di quell’involuzione che non ha saputo proiettare il mondo dell’atletica verso il futuro, relegandolo a un presente che sta sempre più azzerando la possibilità di vedere impianti moderni e al passo coi tempi.

Annunci

One comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...